Has COVID-19 vaccination success increased the marginal willingness to pay taxes?
Durán-Cabré J. M., Rizzo L., Esteller-Moré A., Secomandi R., 2025 – Fiscal Studies
La pandemia da COVID-19 ha messo alla prova la capacità delle amministrazioni pubbliche di rispondere rapidamente, coordinarsi con efficacia e comunicare in modo trasparente. In un contesto di grave incertezza, la percezione di un’azione pubblica ben riuscita può influenzare l’atteggiamento dei cittadini riguardo alla partecipazione al finanziamento delle spese delle amministrazioni pubbliche.
Nell’articolo “Has COVID-19 vaccination success increased the marginal willingness to pay taxes?”, pubblicato su Fiscal Studies, José María Durán-Cabré, Leonzio Rizzo, Alejandro Esteller-Moré e Riccardo Secomandi indagano se la campagna vaccinale in Spagna abbia avuto un effetto sulla disponibilità dei cittadini a pagare le imposte. La Spagna offre un caso quasi sperimentale ideale per investigare tale relazione. La campagna vaccinale, avviata alla fine del 2020, ha infatti seguito un percorso fortemente graduale per fasce d’età, con priorità rigorosamente definite a livello nazionale. Gli individui più anziani sono stati vaccinati per primi, mentre i gruppi più giovani hanno dovuto attendere mesi prima di completare il ciclo di vaccini.
Tra maggio 2020 e dicembre 2021, sono state svolte quattro survey. Esse contenevano una domanda specifica che consente di classificare gli individui in base alla loro disponibilità a pagare più o meno imposte rispetto al proprio reddito (Marginal Willingness to Pay Taxes, MWTP). La variabile MWTP va da –1 a +3, pari a –1 per chi ha espresso la volontà di diminuire la tassazione anche se questo comporta un livello più basso di servizi pubblici e prestazioni sociali, pari a 0 per chi ritiene adeguato il livello attuale di imposte e servizi pubblici, pari a +1 per chi indica una maggiore disponibilità a pagare inferiore al 5% del proprio reddito per aumentare il livello dei servizi pubblici, pari a +2 se la disponibilità è tra il 6% e il 10% e pari a +3 se la disponibilità è superiore al 10%.
Gli autori adottano un modello Difference-in-Differences (DiD) con trattamento continuo, in cui l’intensità del trattamento è rappresentata dalla percentuale di individui vaccinati per ciascun gruppo di età in ciascuna regione. Per ridurre la possibilità che differenze strutturali tra intervistati influenzino i risultati, l’analisi si concentra in particolare sulla fascia tra i 60 e i 79 anni. Il modello include diverse variabili di controllo come il numero di morti pro-capite dovuti a COVID-19 a livello provinciale, effetti fissi provinciali e temporali.
Le stime del coefficiente della copertura vaccinale sul MWTP sono positive e statisticamente significative al 1%. L’impatto della vaccinazione sul MWTP viene misurato utilizzando la differenza media nella copertura vaccinale tra il gruppo di età 70–79 e il gruppo 60–69 (cioè 73,5 punti percentuali). Questa differenza implica un aumento del MWTP compreso tra 0,747 e 0,769. Questo impatto è significativo, considerando che il MWTP medio per i gruppi 70–79 e 60–69 è pari a 0,365. La validità di questo risultato viene verificata ampliando il campione tramite l’inclusione progressiva di tutti i gruppi di età. Come test di robustezza, è stato inoltre applicato un modello DiD tradizionale, utilizzando una variabile dummy “Campagna vaccinale”, che assume valore 1 se il rispondente ha più di 70 anni (trattato) e 0 altrimenti (controllo). Anche i placebo test non mostrano effetti significativi, rafforzando l’interpretazione causale dell’evidenza.
Gli autori concludono che la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 in Spagna può essere considerata una risposta visibile e di successo da parte delle autorità pubbliche a una grave minaccia sanitaria. Questa politica ha aumentato la MWTP per gli individui appartenenti ai gruppi di età che presentavano una copertura vaccinale più elevata al momento dell’indagine. Pertanto, una buona governance della pubblica amministrazione può aumentare la fiducia dei cittadini nel settore pubblico e, a sua volta, portare ad una maggiore disponibilità a contribuire al bene comune (in questo caso la tutela della salute pubblica) attraverso il pagamento delle imposte.
Il caso spagnolo offre diversi spunti per una riflessione utile anche al policy maker italiano. La relazione tra fiducia istituzionale e comportamento fiscale è particolarmente rilevante in Italia, un Paese caratterizzato da elevati livelli di evasione, da una fiducia nell’operare del settore pubblico tradizionalmente inferiore alla media europea e da marcate differenze territoriali nella qualità percepita dei servizi erogati. Per un Paese come l’Italia, la lezione “spagnola” potrebbe rappresentare un utile promemoria: migliorare la qualità percepita dell’azione pubblica può costituire un potente strumento di politica fiscale, persino più efficace di nuove norme sanzionatorie, incentivi ad adempimenti spontanei o procedure di controllo più complesse.
