{"id":10484,"date":"2025-08-01T09:03:00","date_gmt":"2025-08-01T07:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/?p=10484"},"modified":"2025-08-01T09:30:26","modified_gmt":"2025-08-01T07:30:26","slug":"fiscal-rules-and-the-selection-of-politicians-theory-and-evidence-from-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/fiscal-rules-and-the-selection-of-politicians-theory-and-evidence-from-italy\/","title":{"rendered":"Fiscal Rules and the selection of politicians: theory and evidence from Italy"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Gamalerio M. and Trombetta F., <strong>2025 &#8211; American Economic Journal: Economic Policy<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ruolo delle regole fiscali nel determinare le decisioni di bilancio e di finanza pubblica, a livello locale e nazionale, \u00e8 ben noto in letteratura. Ma \u00e8 possibile che la loro influenza si estenda anche ad altri aspetti della vita politica ed amministrativa?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019articolo \u201cFiscal Rules and the Selection of Politicians: Theory and Evidence from Italy\u201d, pubblicato sull\u2019American Economic Journal: Economic Policy, Matteo Gamalerio e Federico Trombetta partono dall\u2019ipotesi che i vincoli di bilancio non siano meri guardrails contabili, ma strumenti che plasmano anche la composizione della classe politica locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per testare questa ipotesi, gli autori sfruttano tempi e modalit\u00e0 di applicazione del Patto di Stabilit\u00e0 interno (o Domestic Stability Pact, DSP), introdotto in Italia nel 1999 per arginare deficit e indebitamento dei comuni. Esso \u00e8 stato applicato dal 2001 in modo differenziato sulla base della popolazione: nel periodo 2001-2013 i comuni con pi\u00f9 di 5.000 abitanti restano sottoposti a vincoli stringenti, mentre quelli pi\u00f9 piccoli ne sono esentati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u201cesperimento naturale\u201d consente di osservare come la discrezionalit\u00e0 di spesa \u2014 ovvero la libert\u00e0 decisionale di sindaci e consiglieri \u2014 si traduca in un fattore di selezione dei candidati. Chi possiede un titolo universitario porta con s\u00e9 competenze tecniche e capacit\u00e0 analitiche che richiedono margini di manovra per essere efficacemente impiegate. Se questi margini vengono compressi da vincoli troppo rigidi, l\u2019incarico politico diventa meno attraente per chi ha maggiore formazione, spingendo tali profili a evitare quel tipo di impegno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>L\u2019analisi si basa su un dataset che comprende tutte le elezioni comunali tra il 1993 e il 2012 per i comuni fino a 15.000 abitanti. Combinando informazioni demografiche, socio-economiche e dati sulle candidature, gli autori costruiscono un confronto tra due gruppi simili: comuni appena sopra e appena sotto la soglia dei 5.000 abitanti, comparati prima e dopo il 2001 (l\u2019approccio empirico \u00e8 denominato \u201cdifference-in-discontinuity\u201d). La variazione introdotta dal DSP, che dopo il 2001 riguarda solo i comuni sopra la soglia dei 5.000 abitanti, fornisce cos\u00ec un vero e proprio esperimento naturale per valutarne non solo l\u2019impatto sui saldi di bilancio, ma anche sugli incentivi a partecipare alla competizione politica. La variabile dipendente principale utilizzata nell\u2019analisi \u00e8 infatti la quota di candidati sindaco (e di sindaci eletti) in possesso di una laurea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Prima del 2001, quando i comuni subito sopra e subito sotto la soglia dei 5.000 abitanti sono trattati in modo simmetrico in termini di regole fiscali, i primi presentano una percentuale pi\u00f9 alta di candidati laureati, in virtu\u2019 del maggior stipendio del sindaco. I due gruppi, inoltre, seguono un trend molto simile. Dopo il 2001, la differenza tra i comuni subito sopra i 5.000 abitanti e i comuni subito sotto i 5.000 abitanti scompare, segnalando che le regole fiscali comportano un calo di circa dieci punti percentuali nella quota di candidati con laurea e una riduzione analoga nella probabilit\u00e0 che il sindaco eletto sia un laureato, di fatto annullando il vantaggio dato dal maggior stipendio (vedi figura 1). Tali risultati sono stabili anche variando l\u2019ampiezza della finestra di popolazione considerata, applicando \u201cplacebo test\u201d ad altre soglie demografiche in cui il DSP non cambia, e controllando che non vi sia alcun \u201csalto\u201d sospetto nel numero di comuni attorno alla soglia demografica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"903\" height=\"544\" src=\"http:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GamalerioTrombetta_fig1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-10485\" srcset=\"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GamalerioTrombetta_fig1.png 903w, https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GamalerioTrombetta_fig1-300x181.png 300w, https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GamalerioTrombetta_fig1-768x463.png 768w\" sizes=\"(max-width: 903px) 100vw, 903px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 1: Quota di candidati sindaco in possesso di laurea (prima riga) e sindaci eletti in possesso di laurea (seconda riga), prima del 2001 (prima colonna) e dopo il 2001 (seconda colonna) in funzione della popolazione del comune.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intensit\u00e0 dell\u2019effetto dipende dal grado effettivo di discrezionalit\u00e0 decisionale: nei comuni in cui, prima del 2001, una quota consistente del bilancio era gi\u00e0 vincolata a spese rigide, difficili da modificare (personale, rimborso debito), l\u2019effetto delle regole fiscali sulla percentuale di candidati laureati \u00e8 trascurabile. Al contrario, nei comuni meno \u201crigidi\u201d \u2013 quindi con margini decisionali pi\u00f9 ampi \u2013 il DSP comporta un allontanamento marcato dei candidati con un titolo di istruzione pi\u00f9 alto. Questi risultati contribuiscono a suffragare l\u2019idea che il meccanismo chiave per spiegare l\u2019effetto delle regole fiscali sulla composizione della classe politica sia il loro impatto sul grado di flessibilit\u00e0 nelle scelte. Dove la discrezionalit\u00e0 decisionale \u00e8 comunque ridotta dalla presenza di spese rigide, le regole fiscali non hanno una grande influenza sul \u201ccapitale umano\u201d della classe politica, mentre questa influenza \u00e8 marcata dove la loro introduzione riduce i margini di discrezionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Per verificare se il livello di istruzione effettivamente produca un effetto sul modo di amministrare, gli autori esaminano poi le performance dei sindaci laureati, comparati a quelli dei sindaci non laureati, nei comuni esenti dal DSP (l\u2019approccio empirico \u00e8 quello del \u201cregression discontinuity design\u201d). Qui i risultati sono inequivocabili: in media, un sindaco laureato implica maggiore spesa in conto capitale (circa 150 \u20ac pro capite in pi\u00f9), un incremento significativo della probabilit\u00e0 di erogare servizi al di sopra dello standard e nessun peggioramento del saldo di bilancio. Nei comuni sottoposti a DSP, invece, queste differenze scompaiono. In altre parole, i sindaci laureati esercitano un impatto gestionale positivo quando dispon\u00adgono di adeguata autonomia decisionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Gamalerio e Trombetta dimostra che le regole di bilancio, pur essenziali per la sostenibilit\u00e0 finanziaria, agiscono anche come filtri sulla qualit\u00e0 del capitale umano di coloro che scelgono di impegnarsi in politica. Dunque, c\u2019\u00e8 un ulteriore trade-off che riguarda le regole fiscali e che si aggiunge a quello, noto in letteratura, tra flessibilit\u00e0 e \u201ccommitment\u201d (o pi\u00f9 in generale tra discrezionalit\u00e0 e regole): \u00e8 il trade-off tra rigore contabile e attrattivit\u00e0 dell\u2019incarico politico. Esso richiede attenzione: se l\u2019obiettivo \u00e8 promuovere amministrazioni capaci di innovare e reagire efficacemente alle esigenze locali, \u00e8 fondamentale bilanciare i vincoli di spesa con meccanismi che mantengano la carica di sindaco attraente per le figure pi\u00f9 preparate e competenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.aeaweb.org\/articles?id=10.1257\/pol.20220325\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vai all&#8217;articolo pubblicato<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gamalerio M. and Trombetta F., 2025 &#8211; American Economic Journal: Economic Policy<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10497,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_it_post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Gamalerio M. and Trombetta F., <strong>2025 - American Economic Journal: Economic Policy<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:more -->\n<!--more-->\n<!-- \/wp:more -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ruolo delle regole fiscali nel determinare le decisioni di bilancio e di finanza pubblica, a livello locale e nazionale, \u00e8 ben noto in letteratura. 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Esso \u00e8 stato applicato dal 2001 in modo differenziato sulla base della popolazione: nel periodo 2001-2013 i comuni con pi\u00f9 di 5.000 abitanti restano sottoposti a vincoli stringenti, mentre quelli pi\u00f9 piccoli ne sono esentati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo \u201cesperimento naturale\u201d consente di osservare come la discrezionalit\u00e0 di spesa \u2014 ovvero la libert\u00e0 decisionale di sindaci e consiglieri \u2014 si traduca in un fattore di selezione dei candidati. Chi possiede un titolo universitario porta con s\u00e9 competenze tecniche e capacit\u00e0 analitiche che richiedono margini di manovra per essere efficacemente impiegate. 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La variazione introdotta dal DSP, che dopo il 2001 riguarda solo i comuni sopra la soglia dei 5.000 abitanti, fornisce cos\u00ec un vero e proprio esperimento naturale per valutarne non solo l\u2019impatto sui saldi di bilancio, ma anche sugli incentivi a partecipare alla competizione politica. La variabile dipendente principale utilizzata nell\u2019analisi \u00e8 infatti la quota di candidati sindaco (e di sindaci eletti) in possesso di una laurea.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>Prima del 2001, quando i comuni subito sopra e subito sotto la soglia dei 5.000 abitanti sono trattati in modo simmetrico in termini di regole fiscali, i primi presentano una percentuale pi\u00f9 alta di candidati laureati, in virtu\u2019 del maggior stipendio del sindaco. I due gruppi, inoltre, seguono un trend molto simile. Dopo il 2001, la differenza tra i comuni subito sopra i 5.000 abitanti e i comuni subito sotto i 5.000 abitanti scompare, segnalando che le regole fiscali comportano un calo di circa dieci punti percentuali nella quota di candidati con laurea e una riduzione analoga nella probabilit\u00e0 che il sindaco eletto sia un laureato, di fatto annullando il vantaggio dato dal maggior stipendio (vedi figura 1). Tali risultati sono stabili anche variando l\u2019ampiezza della finestra di popolazione considerata, applicando \u201cplacebo test\u201d ad altre soglie demografiche in cui il DSP non cambia, e controllando che non vi sia alcun \u201csalto\u201d sospetto nel numero di comuni attorno alla soglia demografica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10485,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"http:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GamalerioTrombetta_fig1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-10485\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figura 1: Quota di candidati sindaco in possesso di laurea (prima riga) e sindaci eletti in possesso di laurea (seconda riga), prima del 2001 (prima colonna) e dopo il 2001 (seconda colonna) in funzione della popolazione del comune.<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L\u2019intensit\u00e0 dell\u2019effetto dipende dal grado effettivo di discrezionalit\u00e0 decisionale: nei comuni in cui, prima del 2001, una quota consistente del bilancio era gi\u00e0 vincolata a spese rigide, difficili da modificare (personale, rimborso debito), l\u2019effetto delle regole fiscali sulla percentuale di candidati laureati \u00e8 trascurabile. Al contrario, nei comuni meno \u201crigidi\u201d \u2013 quindi con margini decisionali pi\u00f9 ampi \u2013 il DSP comporta un allontanamento marcato dei candidati con un titolo di istruzione pi\u00f9 alto. Questi risultati contribuiscono a suffragare l\u2019idea che il meccanismo chiave per spiegare l\u2019effetto delle regole fiscali sulla composizione della classe politica sia il loro impatto sul grado di flessibilit\u00e0 nelle scelte. Dove la discrezionalit\u00e0 decisionale \u00e8 comunque ridotta dalla presenza di spese rigide, le regole fiscali non hanno una grande influenza sul \u201ccapitale umano\u201d della classe politica, mentre questa influenza \u00e8 marcata dove la loro introduzione riduce i margini di discrezionalit\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>Per verificare se il livello di istruzione effettivamente produca un effetto sul modo di amministrare, gli autori esaminano poi le performance dei sindaci laureati, comparati a quelli dei sindaci non laureati, nei comuni esenti dal DSP (l\u2019approccio empirico \u00e8 quello del \u201cregression discontinuity design\u201d). Qui i risultati sono inequivocabili: in media, un sindaco laureato implica maggiore spesa in conto capitale (circa 150 \u20ac pro capite in pi\u00f9), un incremento significativo della probabilit\u00e0 di erogare servizi al di sopra dello standard e nessun peggioramento del saldo di bilancio. Nei comuni sottoposti a DSP, invece, queste differenze scompaiono. In altre parole, i sindaci laureati esercitano un impatto gestionale positivo quando dispon\u00adgono di adeguata autonomia decisionale.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il lavoro di Gamalerio e Trombetta dimostra che le regole di bilancio, pur essenziali per la sostenibilit\u00e0 finanziaria, agiscono anche come filtri sulla qualit\u00e0 del capitale umano di coloro che scelgono di impegnarsi in politica. Dunque, c\u2019\u00e8 un ulteriore trade-off che riguarda le regole fiscali e che si aggiunge a quello, noto in letteratura, tra flessibilit\u00e0 e \u201ccommitment\u201d (o pi\u00f9 in generale tra discrezionalit\u00e0 e regole): \u00e8 il trade-off tra rigore contabile e attrattivit\u00e0 dell\u2019incarico politico. Esso richiede attenzione: se l\u2019obiettivo \u00e8 promuovere amministrazioni capaci di innovare e reagire efficacemente alle esigenze locali, \u00e8 fondamentale bilanciare i vincoli di spesa con meccanismi che mantengano la carica di sindaco attraente per le figure pi\u00f9 preparate e competenti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:buttons -->\n<div class=\"wp-block-buttons\"><!-- wp:button -->\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.aeaweb.org\/articles?id=10.1257\/pol.20220325\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Vai all'articolo pubblicato<\/a><\/div>\n<!-- \/wp:button --><\/div>\n<!-- \/wp:buttons -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_it_post_name":"fiscal-rules-and-the-selection-of-politicians-theory-and-evidence-from-italy","_it_post_excerpt":"","_it_post_title":"Fiscal Rules and the selection of politicians: theory and evidence from Italy","_en_post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Gamalerio M. and Trombetta F., <strong>2025 - American Economic Journal: Economic Policy<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:more -->\n<!--more-->\n<!-- \/wp:more -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The role of fiscal rules in determining budgetary and public finance decisions, both at the local and at the national level, is well known in the literature. But might their influence extend to other aspects of political and administrative life as well?<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In the article \u201cFiscal Rules and the Selection of Politicians: Theory and Evidence from Italy,\u201d published in the American Economic Journal: Economic Policy, Matteo Gamalerio and Federico Trombetta begin with the hypothesis that budgetary constraints are not mere accounting guardrails, but instruments that also shape the composition of the local political class.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>To test this hypothesis, the authors exploit the timing and modalities of the application of the Patto di Stabilit\u00e0 interno (or Domestic Stability Pact, DSP), introduced in Italy in 1999 to curb municipalities\u2019 deficits and indebtedness. From 2001 to 2013, the Pact was applied differentially based on population size: municipalities with more than 5,000 inhabitants remained subject to stringent constraints, while smaller ones were exempt.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>This \u201cnatural experiment\u201d allows one to observe how spending discretion\u2014i.e., the decision-making freedom of mayors and councillors\u2014plays a role in the selection of candidates. Individuals holding a university degree bring with them technical expertise and analytical capacities that require sufficient room for manoeuvre to be effectively employed. If these margins are compressed by overly rigid constraints, the political office loses part of its appeal for those with higher education, prompting such profiles to avoid that type of career.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The analysis relies on a dataset covering all municipal elections between 1993 and 2012 for municipalities with up to 15,000 inhabitants. By combining demographic, socio-economic, and candidate data, the authors construct a comparison between two otherwise similar groups: municipalities just above and just below the 5,000-inhabitant threshold, observed before and after 2001 (the empirical approach is termed \u201cdifference-in-discontinuity\u201d). The change introduced by the DSP\u2014which after 2001 applies only to municipalities above the 5,000-inhabitant cutoff\u2014thus provides a genuine natural experiment for evaluating not only its impact on budget balances, but also on the incentives to enter the political arena. The main dependent variable in the analysis is, in fact, the proportion of mayoral candidates (and of elected mayors) holding a university degree.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><br><\/strong>Before 2001, when municipalities just above and just below the 5,000-inhabitant threshold were treated symmetrically by the fiscal rules, those just above the threshold exhibited a higher proportion of graduate candidates, by virtue of the mayor\u2019s higher salary. Moreover, the two groups followed a very similar trend. After 2001, the difference between municipalities just above and just below the 5,000-inhabitant cutoff disappears, indicating that the application of fiscal rules causes a drop of about ten percentage points in the share of candidates holding a degree, and a similar reduction in the probability of electing a graduate mayor \u2014effectively nullifying the advantage conferred by the higher salary (see Figure 1). These results remain robust when varying the width of the population window considered, applying placebo tests at other demographic thresholds where the DSP does not change, and checking that there is no suspicious \u201cjump\u201d in the number of municipalities around the cutoff.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":10485,\"sizeSlug\":\"full\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img src=\"http:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/GamalerioTrombetta_fig1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-10485\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Figure 1: Share of mayoral candidates holding a university degree (top row) and of elected mayors holding a university degree (bottom row), before 2001 (left column) and after 2001 (right column), plotted against municipal population.<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>The intensity of the effect depends on the discretionary space available to politicians: in municipalities where, prior to 2001, a substantial share of the budget was already tied up in rigid expenditures that are hard to alter (personnel, debt service), the impact of the fiscal rules on the share of degree-holding candidates is negligible. Conversely, in less \u201crigid\u201d municipalities\u2014those with wider decision-making margins\u2014the DSP leads to a marked reduction of candidates with higher educational qualifications. These findings bolster the notion that the key mechanism through which fiscal rules affect the composition of the pool of politicians is their influence on the degree of flexibility in the decision-making process. Where discretion is already constrained by the presence of rigid expenditures, fiscal rules have little sway over the \u201chuman capital\u201d of the political class, whereas their influence is pronounced where their introduction meaningfully reduces discretion.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><br><\/strong>To assess whether the level of education produces an effect on administrative outcomes, the authors examine the performance of degree-holding mayors versus non-degree mayors in municipalities exempt from the DSP (using a regression discontinuity design). The results here are unequivocal: on average, a graduate mayor is associated with higher capital expenditure (approximately \u20ac150 more per capita), a significant increase in the probability of delivering services above the standard level, and no deterioration of the budget balance. In municipalities subject to the DSP, instead, these differences vanish. In other words, graduate mayors exert a positive managerial impact when they enjoy adequate decision-making autonomy.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br>To conclude, Gamalerio and Trombetta demonstrate that budgetary rules\u2014although essential for financial sustainability\u2014also affect the human capital of those who choose to engage in politics. Hence, there is an additional trade-off inherent in fiscal rules, supplementing the well-known trade-off between flexibility and commitment (or, more broadly, between rules and discretion): namely, the trade-off between accounting rigor and the attractiveness of political office. This demands careful calibration: if the goal is to foster administrations capable of innovating and responding effectively to local needs, it is crucial to balance spending constraints with mechanisms that preserve the appeal of political offices for highly qualified candidates.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:buttons -->\n<div class=\"wp-block-buttons\"><!-- wp:button -->\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.aeaweb.org\/articles?id=10.1257\/pol.20220325\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Go to the published article<\/a><\/div>\n<!-- \/wp:button --><\/div>\n<!-- \/wp:buttons -->","_en_post_name":"","_en_post_excerpt":"","_en_post_title":"Fiscal Rules and the selection of politicians: theory and evidence from Italy","edit_language":"it","footnotes":""},"categories":[6,27,290],"tags":[182,242,329,328,330],"class_list":["post-10484","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-temi-di-economia-pubblica","category-political-economy","category-public-finance","tag-fiscal-rules","tag-italy","tag-political-economy","tag-politicians","tag-selection"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.6","language":"it","enabled_languages":["it","en"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10484"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10502,"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10484\/revisions\/10502"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10497"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.siepweb.it\/siep\/wp\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}